Iperammortamento 2019

S.T.A. Società Trattamento Acque S.r.l. attraverso il proprio organico di oltre 140 professionalità, oltre 60 mezzi operativi e 6.000 mq coperti fra uffici e spazi operativi, progetta, realizza e gestisce impianti di depurazione, impianti di trattamento delle acque primarie e di processo industriali certificati per usufruire dei benefici INDUSTRIA 4.0.
Siamo disponibili a valutare presso la vostra Azienda quali siano le migliori scelte tecnologiche e industriali per garantirvi risparmi economici (energia, fanghi, prodotti chimici) e tranquillità (sicurezza del risultato e totale assunzione di responsabilità).
Nel seguito vi rendiamo una breve ma esaustiva spiegazione di cosa si intenda per INDUSTRIA 4.0 e di quanta premura vi sia per sfruttare i benefici nel 2019.

1) Quali sono le nuove aliquote dell’iperammortamento 2019?

Per incentivare i nuovi investimenti privati in tecnologie, la legge di bilancio 2019 ha definito nuove aliquote differenziate per l’iperammortamento degli investimenti.
Esse sono:
IPERAMMORTAMENTO del 270% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
IPERAMMORTAMENTO del 200% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro
IPERAMMORTAMENTO del 150% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.
L’iperammortamento non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.
L’aliquota si applica sul totale degli investimenti, non sul valore del singolo bene acquistato e si tratta di scaglioni incrementali.
Ad esempio se un’azienda acquista beni per un valore totale di 4 milioni di euro, l’iperammortamento sarà del 270% fino a 2,5 milioni di euro e del 200% per l’eccedenza di 1,5 milioni di euro, fino a 4 milioni di euro totali.

2) Cosa significa iperammortamento del 270%?

Significa ad esempio che una macchina industriale, nuova, del costo di euro 1.000.000 – che abbia tutti i requisiti richiesti dalla legge di bilancio che vedremo poi ai punti 8 -13, acquistata dal 1 gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2019, può essere imputata come costo dell’impresa per euro 2.700.000 euro invece che euro 1.000.000, con evidente vantaggio fiscale per l’impresa.
Infatti si arriva ad un ammortamento totale del 270% del costo del bene.

3) Quali sono le tempistiche per godere dell’iperammortamento industria 4.0?

L’iperammortamento vale per beni nuovi acquistati, anche in leasing, dal 1 gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2019.
È possibile applicarla anche a beni consegnati, installati e messi in funzione fino al 31 dicembre 2020; però deve essere stato emesso l’ordine e pagato un acconto – maggiore del 20% – entro il 31 dicembre 2019.

4) Chi può godere del beneficio fiscale dell’iperammortamento industria 4.0?

Possono goderne tutte le imprese italiane (con sede fiscale in Italia) di tutte le tipologie (Srl, SpA, Sas, Snc) e di tutti i settori economici, ad esclusione delle imprese che applicano il nuovo regime forfettario.
Da dopo l’entrata in vigore del Decreto chiamato “dignità” del luglio 2018, i beni acquistati devono essere operativi all’interno del territorio nazionale.

5) A quali beni acquistati si applica l’iperammortamento?

Si applica a beni (acquistati anche in leasing) dei seguenti tipi:

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.);
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi, indispensabili per fare funzionare i beni materiali.

6) Che caratteristiche devono avere i beni?

L’Allegato A (beni materiali) elenca 3 CATEGORIE di beni:

  • A1: beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti (ad esempio macchine per la produzione, imballaggio, lavorazione, macchine utensili, ecc.);
  • A2: sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (ad esempio sistemi di sensori, sistemi per la tracciabilità dei prodotti, ecc.);
  • A3: dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (ad esempio sistemi di sicurezza per prevenire infortuni, diminuire errori ed aumentare l’efficienza).

L’Allegato B (beni immateriali), invece, come beni ammortizzabili prevede programmi e applicazioni acquistati da aziende che già investono in beni materiale in logica industria 4.0 (ad esempio software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni).
L’ammortamento del 140% per i beni immateriali è previsto SOLO per le aziende che investono anche in beni materiali che godono di iperammortamento del 270% o 200% o 150 %.
IMPORTANTE! Per un bene acquistato, in allegato A, che gode dell’iperammortamento, si possono superammortare, al 140%, beni in allegato B, anche non strettamente collegati al primo bene in allegato A.
IMPORTANTE! La parte immateriale è iperammortizzabile anch’essa al 270% o 200% o 150 % solo se necessaria per fare funzionare i beni materiali. Ad esempio, se il software è embedded, e quindi acquistato insieme al bene, vale l’iperammortamento del 270% o 200% o 150 %.

7) Quali sono le caratteristiche tassative dei macchinari per godere dell’iperammortamento?

Le macchine in elenco A1 devono avere tutte e 5 queste caratteristiche:

  1. controllo per mezzo di CNC e/o PLC (vedi nota 1 sotto);
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
  3. integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine;
  4. interfaccia uomo macchina semplice ed intuitiva;
  5. rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza.

Nella parte finale di questo articolo troverai esempi di componentistica industriale per soddisfare questi requisiti.
Nota 1: La Circolare 4E del 30-3-2017 ha chiarito che la caratteristica del controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller) è da considerarsi pienamente accettata anche quando la macchina/impianto possiede soluzioni di controllo equipollenti, ovvero da un apparato a logica programmabile PC, microprocessore o equivalente che utilizzi un linguaggio standardizzato o personalizzato, oppure più complessi, dotato o meno di controllore centralizzato, che combinano più PLC o CNC (ad esempio: soluzioni di controllo per celle/FMS oppure sistemi dotati di soluzione DCS – Distributed Control System).

8) Quali sono le caratteristiche aggiuntive dei macchinari per godere dell’iperammortamento?

La macchina deve avere almeno 2 caratteristiche tra queste 3 elencate:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico) (vedi nota 2 sotto).

Nella parte finale di questo articolo troverai esempi di componentistica industriale per soddisfare questi requisiti.
Nota 2: La Circolare 4E del 30-3-2017 ha chiarito che si fa riferimento al concetto del cosiddetto digital twin, ovvero della disponibilità di un modello virtuale o digitale del comportamento della macchina fisica o dell’impianto, sviluppato al fine di analizzarne il comportamento anche, ma non esclusivamente, con finalità predittive e di ottimizzazione del comportamento del processo stesso e dei parametri che lo caratterizzano. Sono inclusi modelli o simulazioni residenti sia su macchina che off-line come ad esempio i modelli generati tramite tecniche di machine learning.

9) Cosa deve fare l’impresa per godere del beneficio dell’iperammortamento?

L’impresa deve acquistare i beni, materiali o immateriali, dal 1 gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2019 oppure deve emettere l’ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2019 e mettere in funzione il bene entro il 31 dicembre 2020.
L’impresa, per beni del valore inferiore a 500.000 euro, deve poi acquisire un’attestazione che dimostri che il bene:

  • possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
  • sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

10) I soldi risparmiati con il beneficio fiscale a chi vanno chiesti?

Stavolta non ci saranno bandi e sportelli, i soldi non andranno richiesti; al beneficio si accede in automatico in fase di redazione di bilancio e tramite dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante o perizia giurata.
In pratica l’impresa verserà meno tasse.

11) Chi deve fare l’attestazione per l’iperammortamento?

Per beni con un costo fino a 500.000 euro basta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante dell’impresa.
Per beni di costo superiore a 500.000 euro, serve una perizia tecnica giurata da parte di un ingegnere o perito industriale, iscritti all’albo professionale, o un attestato di conformità emesso da un ente di certificazione accreditato (definizione da testo di legge, non è chiaro se si tratta di Ente Notificato).
L’attestazione è fatta per il singolo bene, non vale un’attestazione unica per tutti i beni acquistati nell’anno, anche se una singola perizia può descrivere e comprendere molti beni.

12) Quando deve essere fatta l’attestazione per l’iperammortamento?

L’attestazione, o la perizia, deve essere fatta entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione e viene interconnesso con la fabbrica.
Solo dal momento dell’interconnessione vale l’iperammortamento del 270% o 200% o 150 %.

13) I benefici fiscali dell’iperammortamento sono cumulabili con altri benefici?

SÌ, sono cumulabili con:

  • Sabatini;
  • credito d’imposta per ricerca e sviluppo;
  • patent box;
  • ACE (incentivi perché le imprese aumentino il patrimonio d’impresa);
  • incentivi per start up e PMI innovative;
  • fondo centrale di garanzia.

14) Cosa succede per le macchine acquistate in leasing?

Si ritiene (dalla dalla Circolare del MISE e AdE del 30 marzo 2017) che l’iperammortamento del 270% o 200% o 150 %sia applicabile anche ai beni acquistati in leasing.
La data da utilizzare per calcolare l’ammortamento è in questo caso la data della consegna oppure la data del collaudo se è prevista una clausola di prova.
È quindi necessario che il bene sia collegato, integrato ed interconnesso al sistema aziendale e sia stata emessa l’attestazione entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione e viene interconnesso con la fabbrica.
Fatte queste tre cose l’impresa può applicare sui canoni di leasing l’iperammortamento, ma solo limitatamente alla quota capitale e non alla quota interessi!

15) I beni usati ed il revamping sono compresi nell’iperammortamento?

Il decreto milleproroghe 2017 ha chiarito che:
Costituiscono inoltre beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0 i seguenti: dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti.
Quindi beneficiano dell’iperammortamento anche gli interventi di revamping, ovviamente per i costi di acquisto dei beni descritti più sopra.
A proposito di revamping e di beni usati, si è espressa la Circolare 4E del 30-3-2017 dell’Agenzia delle Entrate e MISE (pag. 28), chiarendo che:
Con riguardo ai beni complessi, alla realizzazione dei quali abbiano concorso anche beni usati, si precisa che il requisito della “novità” sussiste in relazione all’intero bene, purché l’entità del costo relativo ai beni usati non sia prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto.
Tale circostanza dovrà sussistere sia i) nell’ipotesi di acquisto a titolo derivativo da terzi di bene complesso che incorpora anche un bene usato che ii) nell’ipotesi di bene realizzato in economia.
Nel caso I), il cedente dovrà attestare che il costo del bene usato non è di ammontare prevalente rispetto al costo complessivo. Qualora il bene complesso che incorpora anche un bene usato possa, secondo i principi sopra esposti, essere considerato “nuovo”, l’importo agevolabile è costituito dal costo complessivamente sostenuto dal cessionario per l’acquisto del bene.
Nell’ipotesi II), invece, il bene complesso costruito in economia, dotato del requisito della “novità”, può fruire della maggiorazione, oltre che sul costo afferente alla componente nuova del bene complesso, anche sul costo della componente usata sempre ché sostenuto nel periodo agevolato.